Il pediatra ebreo braccato dai nazisti

 

Maurizio M. Pincherle, “Cronaca di un esilio. Un pediatra ebreo tra persecuzione e sofferto rientro (1938-1946)”, Ancona 2011, Affinità elettive, pp. 227, euro 18 

 

La vergogna delle leggi razziali emerge in tutta la sua potenza in questo libro-diario del professor Maurizio Pincherle, pediatra di fama internazionale, titolare della cattedra di Clinica pediatrica all’università di Bologna. Il professore ha un nipote col suo stesso nome, Maurizio, neuropsichiatra infantile che insegna oggi all’università di Macerata e che ha curato la trascrizione e il commento dei diari del nonno pediatra, ebreo allontanato dall’università più antica del mondo. Braccato dal regime negli anni della seconda guerra mondiale, il professore finisce nel nascondiglio di Nebbiano, sul colle che fa sempre capolino nelle cartoline di Fabriano.

Dalle aule universitarie e dal buen retiro di Palombina -dove la famiglia ha una bella casa sul mare- il docente saggia la clandestinità, la violenza di una guerra che arriva dappertutto. Il figlio Mario è anche lui nel fabrianese, coi partigiani di Vallina, frazione alle falde del Monte Cucco dove agisce il gruppo Tigre. Il giovane avvisa più volte il padre sugli spostamenti dei tedeschi in zona.

Il passaggio del fronte trova una Fabriano offesa da due fuochi contrapposti: quello alleato in avanzata e quello di una cruenta ritirata tedesca.

Il pediatra salverà la pelle, ma non la cattedra, che i trasformisti del secondo dopoguerra non gli faranno mai riavere.

 

Paolo Boldrini, Il pediatra ebreo braccato dai nazisti, Corriere Adriatico, 2 luglio 2011