E’ la fine della guerra

 

L’Italia invasa (1943-1945) e l’epilogo della guerra sono fedelmente illustrate dal dodicesimo DVD sulla storia del fascismo (da oggi in edicola con il Corriere Adriatico, ed. Rai Trade). Eventi che segnano anche formalmente la fine del fascismo italiano. Il 25 luglio 1943, data in cui il Gran Consiglio del fascismo sfiducia la leadership mussoliniana, apre un biennio che porta la guerra in casa nostra. Hitler ha bisogno di un minimo di continuità politica in territorio italiano e mette Mussolini a capo della Repubblica Sociale Italiana con sede lacustre in quel di Salò. Il dubbio è se Mussolini sia ostaggio o piuttosto semplice zimbello del fuhrer. Il dittatore di Predappio ritorna al vecchio amore socialista e mostra persino di crederci, riscoprendosi battagliero contro quella borghesia che l’aveva abbandonato (e che in fondo non lo aveva mai amato). Riabilitò alcuni amici del primo fascismo, quello sansepolcrista e finto-rivoluzionario, tra i quali anche i marchigiani Mazzolini e Gai. Da un punto di vista militare, gli alleati bombardano le principali città italiane e sbarcano in Sicilia. Nell’agosto del ’43 la regione è liberata. Inizia la risalita verso il nord, occupato dai tedeschi. La quinta armata americana e l’ottava britannica, comandate rispettivamente dai generali Clark e Montgomery non incontrano particolari difficoltà fino alla barriera opposta dai tedeschi sulla linea Gustav (tra Termoli e Gaeta, con caposaldo strategico a Cassino). Nel frattempo andava intensificandosi l’azione militare delle formazioni partigiane, in special modo nelle regioni settentrionali ma viva anche in quelle centrali con particolare organizzazione in Abruzzo (dove agisce la banda della Majella che con i polacchi contribuirà a liberare alcune città marchigiane e più tardi Bologna). Nel gennaio del ’44 gli americani sbarcano ad Anzio, i CLN si organizzano, Togliatti propone la svolta di Salerno, con cui si appella a tutte le forze antifasciste disponibili e pospone il problema della scelta tra monarchia e repubblica. La guerra infuria sul nostro territorio, la ritirata tedesca è violentissima. Tra l’alto pesarese e la Versilia, lungo la linea gotica, si consumano scontri militari e durissime rappresaglie tedesche, anche contro la popolazione inerme. Nell’estate del ‘44 un attentato potrebbe togliere dalla scena Hitler, ma fallisce. Segue una durissima repressione su oltre 5.000 sospettati, in larga parte militari. Mussolini fa visita al vecchio allievo. E’ l’ultimo incontro tra i due incendiari.

 Paolo Boldrini, E’ la fine della guerra, Corriere Adriatico, 24 novembre 2006