Severini rilegge la nostra storia

 

Dizionario biografico del movimento repubblicano e democratico nelle Marche 1849-1948,

Marco Severini, Codex, pp. 329, euro 35

 

L’azione mazziniana, il federalismo di Cattaneo, le mire bakuniste su una realtà rurale come le Marche, il garibaldinismo e l’internazionalismo: c’è molto di quello che siamo oggi in questo libro di Marco Severini, docente dell’università di Macerata. Nei racconti delle vicende umane e politiche dei protagonisti emerge la sostanziosa cifra degli ideali repubblicani e democratici nella storia della regione. Una elaborazione teorica e un vissuto personale confermati in pieno da anni di lotte, di lavoro politico nel senso alto del termine.

Uomini e storie che le Marche filtrano attraverso un angolo visuale sempre originale. Come nel caso della via tutta marchigiana di rileggere Mazzini che è propria di Oliviero Zuccarini e Giovanni Conti, repubblicani più vicini a Cattaneo che al maestro. Una linea intransigente, che scarta il moderatismo come il giolittismo degli anni Dieci, condanna l’impresa libica e guarda a sinistra in modo forse elitario, ignorando i blocchi popolari. La Grande guerra cambierà molte cose e i repubblicani dell’anteguerra si troveranno in direzioni diverse: chi a destra come il senigalliese Zazzarini (uno dei fondatori del fascismo marchigiano), e chi rimarrà nelle posizioni legalitarie e rigorose anche dopo l’impresa di Fiume, come il cerretese Alfredo Morea che fu segretario della coalizione aventiniana. Morea venne in possesso del carteggio che incriminava il capo della Milizia fascista Italo Balbo quale mandante dell’omicidio di Don Minzoni. Al processo testimoniò con un coraggio che gli sarebbe costato cinque anni di confino.

Il dizionario ospita ben 167 biografati: dai fratelli Archibugi di Ancona al fanese Marino Froncini, dal carbonaro di Porto San Giorgio Giambattista Ferri alla saga dei Cianca di Sassoferrato. Nella mischia ci sono anche il marchese Adriano Colocci, testa calda di Jesi, già direttore del Corriere delle Marche e l’eroe Lamberto Duranti giornalista anche lui, caduto a venticinque anni, nel 1915 al Four de Paris, nella seconda battaglia dei garibaldini nelle Argonne. E ancora altri nomi di rilievo: Luigi Mercantini, Arturo Mugnoz, Piero Pergoli, Domenico Pacetti, l’attivista e cospiratrice ebrea Sara Levi di Pesaro.

 

 

Paolo Boldrini, Severini rilegge la nostra storia, Corriere Adriatico, 14 luglio 2012