Una donna sul Monte

 

Una donna sul Monte

Ruggero Giacomini

Affinità elettive

pp. 191 euro 15

 “Una donna sul monte” è il giallo dell’estate 2012. Un giallo storico sul quale fare luce. Uomini e storie nelle Marche della seconda guerra mondiale. Curato da Alvaro Rossi per l’editore anconetano Affinità elettive, il libro di Ruggero Giacomini indaga uno dei fatti più oscuri della resistenza marchigiana: l’eccidio nazista sul Monte S.Angelo di Arcevia. Non c’è spazio per il romanzo né per la narrazione fantastica. Qui c’è in tutta la sua potenza una tragedia annunciata, vissuta attraverso la vicenda personale della postina Maria Rossini di Cabernardi. Il mistero dei militari scomparsi nella strage del Monte S.Angelo si svela nella terribile fine, dovuta al fuoco tedesco, che nella tensione dell’assalto in grande stile non distingue fascisti e partigiani, repubblichini e soldati venuti da lontano a combattere una guerra già persa. Dal Veneto alle Marche per presidiare una miniera e finire sull’altro fronte, forse persuasi dalla posizione opposta. O forse solo indotti a farsela piacere.Un ispirato Giacomini sembra non avere dubbi: “morirono dopo essersi schierati dalla parte della resistenza, morirono cioè da partigiani”. Nella tremenda notte di quel maggio 1944 c’è più di una ombra. Sparisce nel nulla il comandante partigiano Frangipane, un siciliano durato sulla scena di Arcevia per i pochi istanti della tragedia. Muore mitragliato coi partigiani (o era già morto?) il superfascista Giampiero De Strani, triumviro dell’occupazione di Ancona nel 1922, poi giubilato dal partito per i modi troppo violenti e certe tendenze sessuali antitetiche al machismo del regime. L’assalto nazifascista al Monte non avrà testimoni né superstiti. I lanciafiamme sbucarono dal nulla e fu la fine. La ricostruzione di Giacomini ha ritmo, profondità, intuito. E si giova della scena che offre la campagna marchigiana. I contadini proprietari e i mezzadri, la miniera da difendere, il regime morente. Una bambina immolata nella ferocia senza fine e senza speranza. Gli eroi veri e presunti. Il doppio gioco, l’amore, l’intrigo. La voglia di voltare pagina. Gran bel libro, che si legge d’un fiato.

Paolo Boldrini, Un eccidio nazista con risvolti da giallo, Corriere Adriatico, 4 agosto 2012